Hyle

Si tratta di uno dei costituenti reali, ma non intenzionale, dell’Erlebnis, insieme alla noesis, costituente intenzionale di esso. Husserl, nelle Ideen, si riferiva al termine greco hyle, mutuandolo, com’è noto, dalla tradizione aristotelica, per indicare funzionalmente l’intero gruppo dei dati materiali relativi all’Erlebnis. Tale gruppo è riferito al territorio della «sensibilità». In precedenza, nelle Logische Untersuchungen, i contenuti della sensibilità erano stati definiti più genericamente «contenuti primarî» [die primären Inhalte], intendendo con tale espressione quei contenuti in cui sono fondati immediatamente o mediatamente tutti i contenuti della riflessione [die Reflexionsinhalte], ovvero quei contenuti che hanno carattere d’atto [Aktcharaktere].

Nelle Ideen, Husserl riconosceva alla base iletica la funzione di fondare il legame tra coscienza e corpo proprio. Anche in altri luoghi — qui ci si riferisce soprattutto alle analisi edite sulla temporalità (Cfr. Temporalità «obiettiva») e, in particolare, a quelle relative alle sintesi passive — emerge un ruolo assolutamente insolito dell’elemento iletico nella tradizione filosofica. Infatti, Husserl si richiama a tale elemento specificandone valenze così innovative rispetto ad una consolidata tradizione culturale – quella europea - che talvolta sorprenderanno lo stesso fenomenologo tedesco. È il caso della forza «affettiva», ovvero quella mutevole vivacità del vissuto, che ha sede nell’impressione originaria [Urimpression], cioè in quell’elemento da cui parte il processo di modificazione continua della coscienza nel senso di una sintesi continua dell’identificazione oggettuale vissuta. Ebbene, qui Husserl riferendosi alla fondamentale funzione dell’affezione nella costituzione coscienziale degli oggetti dirà che si tratta di «oggetti iletici» [Hyletische Gegenstände] che pur non essendo ancora oggetti in senso completo tuttavia «non sono un nulla».

E proprio a partire da tale genere di analisi - non abbastanza approfondite da Husserl, che tese a privilegiare nella sua teoresi l’elemento noetico del vissuto, il cui campo d’indagine era esplicitamente ritenuto dal fenomenologo tedesco di gran lunga più rilevante di quello iletico - si è sviluppata una novella hyletica fenomenologica. Rispettando l’assunto basilare husserliano, il noto Principio di tutti i principî (Cfr. Originario) cui fenomenologicamente non è possibile derogare, è venuto ad emergenza che funzionalmente la hyle costituisce l’elemento del vissuto che porta all’esistenza e a visualizzazione se stessa e l’intero Erlebnis grazie alle sue proprie peculiarità reali manifestative e «attrattrici» dell’intenzionalità stessa. Questi risultati costituiscono il precipitato di complesse analisi fenomenologiche frutto della riforma dell’epoché husserliana, nonché dello stesso statuto fenomenologico dell’Erlebnis (Cfr. Fenomenologia radicale).

 


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